Ju Jitsu (JU KEN SHI DAI RYU)
Parola che evoca lontane atmosfere e suggerisce suoni ed immagini di una cultura diversa dalla nostra, nella nostra lingua semplicemente, arte della cedevolezza, l’avversario viene vinto con gentilezza.
Dietro un concetto tanto elementare si nasconde la consapevole ricerca tipica dell’oriente, del rapporto tra corpo e mente, tra azione e reazione questo è lo spirito del Ju-Jitsu, disciplina marziale orientale, un arte da combattimento, la pratica è lo studio dell’attacco e della difesa, utilizzando con la massima efficacia il proprio corpo contro un avversario armato o no, questa è la tradizione.
La trasformazione del Ju-Jitsu dal vecchio al nuovo passò attraverso l’adeguamento dei principi fondamentali alle mutate esigenze sociali e culturali del nostro mondo. Non più arte di combattimento fine a se stesso, ma metodo di difesa personale che tiene in massima considerazione le differenze fisiche e psicologiche di chi pratica questa disciplina. Il Ju-Jitsu o arte della difesa personale ebbe le sue origini in Cina anni fa, esso non era però uno sport: esso sta al judo come il duello sta alla scherma.
Chi imparava il Ju-jitsu lo faceva perché l’avrebbe applicato in guerra se disarmato dal nemico, o in pace se assalito dai banditi, le mosse finali di questo tipo di lotta sono quasi tutte mortali. Il Ju-jitsu passa in Giappone in seguito alle invasioni dei cinesi e dei coreani, e si diffuse moltissimo nell’aristocrazia.
Nell’antico ju-jitsu erano contemplate oltre al combattimento senza armi, quelle con il bastone, con la spada, con il pugnale e la lancia. Va precisato comunque, ad evitare facili confusioni con la moderna disciplina del judo, che il ju-jitsu è puramente un metodo di difesa personale.
Esso si divide in tre tecniche fondamentali, che a loro volta si dividono in altre più distinte.
- LA PRIMA TECNICA , la più importante in quanto viene prevalentemente applicata, è quella della proiezione: l’arte cioè di proiettare a terra una persona.
- LA SECONDA TECNICA è quella dell’immobilizzazione, l’arte di bloccare e tenere fermo l’avversario a terra.
- LA TERZA TECNICA è invece quella dell’attacco: l’arte di attaccare e colpire i punti più sensibili.
